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Misteri di Madrid “La Hermandad de la Garduña”

10 Maggio 2018 Categoria: Spagna

Cercando maggiori informazioni su una delle tante leggende di Madrid, questa settimana mi sono imbattuto in un vero e proprio tesoro, un tesoro apparentemente poco conosciuto.

La mia ricerca era focalizzata sulla faina, animale protagonista di quello che ormai sarà l’articolo della prossima settimana. In spagnolo la faina è detta garduña, e quale sorpresa quando tra i tanti link di google ho iniziato a scorgere una tale Hermandad de la Garduña, la fratellanza della faina.

Le origini della Hermandad de la Garduña risalgono all’epoca dei Re Cattolici, che nel XV secolo incominciarono la crociata contro le ultime forze musulmane nella penisola iberica. Era un’epoca di grandi cambiamenti, in cui la bilancia del potere subì una forte scossa. Ancora non si era sviluppata una nuova oligarchia ben definita, cosicché vi era un chiaro vuoto di potere che permise alla Garduña di svolgere le proprie attività in totale impunità.

Si narra che la Garduña naque precisamente nel 1412 a Toledo, legata agli attacchi delle case di musulmani ed ebrei che erano stati segnalati dall’Inquisizione. Poi si sviluppò fortemente a Siviglia, città dove terminavano il loro viaggio tutte le perle, le gemme, gli smeraldi, l’oro e l’argento della recente scoperta dell’America.

I membri della Garduña furono un’estensione estremista della Santa Inquisizione (ricordate: tema principale del nostro tour a Madrid). Possiamo comparare la sua attività a quello che fu molto tempo dopo l’operato del Ku Klux Klan, una società segreta di carattere razzista incaricata di perseguire illegalmente i nemici della cristianità.

Fu un gruppo peculiare. Stabilì una complessa liturgia che includeva l’usanza di raccomandarsi alla Vergine prima di ogni assalto, o la consultazione della bibbia a modo di oracolo prima di prendere importanti decisioni. Il testo sacro veniva aperto casualmente e i versetti così incontrati erano letti in chiave allegorica.

Essi saccheggiarono e bruciarono case, ed arrivarono perfino a giustiziare sul rogo per proprio conto chi considerassero eretico, reclamandone poi le sue proprietà.

La Garduña organizzò la sua struttura sulla base delle confraternite religiose. La cupola era formata da un direttorio segreto in cui avevano accesso i cosiddetti Fratelli Maggiori o Gran Maestri, persone di elevato status sociale che tiravano i fili della società e avevano ai loro ordini vari Capataces, uno in ogni città.

Ogni Capataz dirigeva due tipi di malfattori: i Punteadores (principalmente assassini e sicari) e i Floreadores (principalmente ladri). Ognuno di questi punteadores e floreadores aveva sotto di sé i Postulantes, che li aiutavano nei loro crimini, nell’attesa che si presentasse l’occasione di scalare questa piramide, alla cui base vi erano i Fuelles o apprendisti.

Vi erano quattro tipi di Fuelles: Soplones, chivatos, coberteras e sirenas.

I soplones (coloro che spifferano) erano soliti essere mendicanti o anziani che battevano il terreno, sfruttando la loro apparente innocenza per vigilare o fare dei sopralluoghi nei posti da svaligiare.

I Chivatos erano i cosiddetti infiltrati. I Coberteras erano ricettatori di mercanzia rubata. Le Sirenas, infine, erano le prostitute, anche utilizzate come  utili informatrici.

I membri della società si riconoscevano tra di loro per avere tre punti tatuati sul palmo della mano e tutti avevano un ottalogo di regole da seguire.

  1. Buon occhio, buon udito, buone gambe e poca lingua
  2. Dare protezione a donne che soffrono la persecuzione della giustizia.
  3. I chivados non potranno, nel loro primo anno di noviziato, aprire un’attività in proprio.
  4. I punteadores si incaricheranno degli affati di maggior valore.
  5. I floreadores vivranno a proprio spese con un terzo dei propri affari e lascieranno qualcosa per le anime del purgatorio.
  6. I Capataces riceveranno il dieci per cento di ogni introito.
  7. Le sirenas potranno mantenere i regali dei nobili.
  8. La regola massima sarà:” prima martiri che confessori”.

 

Per più di 200 anni furono i monarchi incondizionati dei bassifondi spagnoli, ma alcune reminiscenze della Hermandad de la Garduña  potrebbero essere rinvenute financo oggi.

Tutto ciò, infatti, non vi sembra ricordi la struttura e il modus operandi delle mafie italiane? Beh, e se vi dicessi che una storia narra proprio di un segreto legame tra queste associazioni?

In concreto la leggenda narra che tre cavalieri, appartenenti alla hermandad, erano stati costretti a fuggire dalla propria città dopo aver vendicato con il sangue l’onore della sorella violentata. Riuscirono a fuggire, imbarcandosi verso l’Italia, approdando, dopo un naufragio, in una piccola isola nelle vicinanze di Trapani.

Si narra che Osso, il maggiore dei tre fratelli, rimase sull’isola e diede origine a Cosa Nostra. Mastrosso attraversò lo stretto di Messina e si stabilì in Calabria, dove diede vita a la ‘Ndrangheta, e Carcagnosso, il più ambizioso dei tre, riuscì ad arrivare sino a Napoli, una delle grandi piazze del potente Regno d’Aragona, dove fondò la Camorra.

 

Storie reali o leggende che siano è stato estremamente interessante per me seguire questo fil rouge che dalla Spagna dell’Inquisizione mi ha guidato sino all’attualità italiana….spero che lo stesso possiate dire anche voi.

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