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Misteri di Madrid “Il Convento di Santo Domingo”

15 Giugno 2018 Categoria: Spagna

Santo Domingo, un nome che ci porta subito alle dorate spiagge caraibiche, al sole tropicale e al lento crescere e sgonfiarsi delle onde spumose, in particolare oggi, in quello che sembra essere il primo giorno d’estate qui a Madrid.

Ma il convento che qui porta quel nome non ha nulla a che vedere con tutto ciò, perciò abbandoniamo i nostri sogni luminosi e tuffiamoci nell’oscurità di un altro dei nostri misteri.

Nel 1212, dopo aver ricevuto licenza dal papa Onorio III, due frati, Pedro de Madrid e Suero Gomez, seguaci di San Domenico di Guzman, fondarono all’interno delle mura il convento di Santo Domingo, uno dei primi conventi della città.

Fu creato in principio per i monaci domenicani, ma ben presto si destinò alla parte femminile dell’ordine. A causa della sua vicinanza alla corte, molti personaggi rilevanti dell’aristocrazia spagnola lo protessero e aiutarono economicamente, e in alcuni casi esso funse da rifugio a personalità controverse, come nel caso del Principe Carlo, figlio di Filippo II.

Nel 1869 il convento fu demolito, per far spazio a una nuova piazza, ma ben presto ne venne fondato un altro con lo stesso nome nel quartiere Salamanca.

 

Nonostante la grande importanza storica del convento, sono i misteri che si nascondevano lì dentro ad interessarci.

Una delle leggende più remote vede come protagonista lo stesso San Domenico. Si narra che a quel tempo la città vivesse un periodo di profonda siccità, perciò il santo ordinò la costruzione di un pozzo. Non appena esso divenne operativo non si fece altro che parlare delle sue rigogliose acque, dalle proprietà miracolose.

 

Fontana del convento

In breve la fontana, e il convento tutto, divenne meta di peregrinazione per i malati, che una volta bevuta l’acqua santa andavano via completamente risanati.

 

Finalmente una storia con un finale felice!

Oh, non preoccupatevi, perché ciò che sto per raccontarvi cancellerà ben presto ogni sorta di positività, facendovi correre un freddo brivido lungo la schiena.

Nel XV secolo si racconta che Don Juan di Castiglia, un umile cavaliere della città, vivesse a pochi metri dal convento. Un giorno dovette assentarsi per sbrigare alcune incombenze che lo obbligavano ad allontanarsi da Madrid per alcuni mesi.

Sua moglie soffriva una particolare malattia cronica, ma Juan sapeva come dovesse essere trattata, perciò chiese alle monache del convento di occuparsi di lei, e spiegò loro come comportarsi in qualsiasi evenienza. Chiamò inoltre un medico che si sarebbe occupato di tenere costantemente sotto controllo la salute della donna fino al suo ritorno.

Una volta partito, Maria Cardenas, era questo il nome della donna, ebbe un’ennesima ricaduta. Le monache la misero subito a letto, certe del fatto che non fosse nient’altro che uno degli svenimenti che soffriva costantemente.

Passarono varie giornate e Maria non sembrava riacquistare i sensi, fino a che il medico, con profondo dispiacere, dovette attestarne la morte.

La donna fu sepolta in assenza del marito. Le monache seguirono le istruzioni che l’uomo aveva lasciato loro nel caso si presentasse tale evenienza, perciò la collocarono in una delle cripte del convento.

Il giorno seguente, mentre pregavano, le monache udirono dei rumori, gemiti o  lamenti che le lasciarono profondamente sconvolte. Credettero che l’anima addolorata di Maria Cardenas non trovasse pace nell’aldilà e che avesse bisogno di aiuto per superare le pene del purgatorio. Perciò si riunirono e tutte insieme pregarono con veemenza finché i lamenti non scomparvero.

 

Già vi vedo, novelli Sherlock Holmes, sicuri di aver decifrato dove la storia andrà a parare, ma se vi smentissi dicendovi che fosse davvero un’anima dell’aldilà quella che urlava la sua perdizione?

…Eh sì, il mio è tutto un bluff, perché il vostro primo pensiero era quello corretto.

Passò del tempo prima che Don Juan tornò a casa, e la prima cosa che fece fu chiedere che gli lasciassero vedere per l’ultima volta il corpo di sua moglie, richiesta a cui le monache non si opposero.

Nell’aprire la cripta il povero cavaliere cadde a terra terrorizzato. La bara era aperta e il corpo di Maria giaceva al suolo immobile, ricoperto di contusioni che si era prodotta nel tentativo di scappare da quella prigione.

Ebbene sì, era stata sepolta viva. Maria Cardenas soffriva di questi attacchi, che a volte raggiungevano lo stato di una morte apparente, ma sempre al suo risveglio aveva trovato il marito ad attenderla, sempre…tranne questa volta.

L’uomo, logorato dal rimorso, morì dopo pochi mesi, non riuscendo a superare il dolore per la scomparsa della persona amata.

Come promesso, nulla a che fare con le spiagge caraibiche…bensì un altro atroce mistero delle strade madrilene.

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