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Misteri di Vienna “Il Basilisco”

21 Marzo 2019 Categoria: Austria

 “Dei molti, spaventosi animali e mostri che popolano la nostra terra, nessuno è più insolito e micidiale del Basilisco, noto anche come il Re dei Serpenti.”

Dite “basilisco” ed è impossibile non pensare al capolavoro della Rowling. Essa è stata in grado di fare una cosa che in pochi possono vantare. Ha preso un mito antico, quello del basilisco, e lo ha trasformato rendendolo una figura completamente nuova nell’immaginario collettivo. Perciò dire basilisco oggi significa dire un serpente enorme, ma questa creatura era nell’antichità tutt’altro, e a sua riprova questo racconto.

Era il 12 giugno del 1212 e quello che stava per accadere nella casa del fornaio Garhibl in Schonlaterngasse 7 sarebbe passato alla storia come una delle grandi leggende di Vienna.

Kathrin, la domestica, fu inviata a prendere dell’acqua presso la fonte, ma al suo ritorno non aveva nulla con se, e balbettava cose senza senso riguardo uno strano mostro presso il pozzo, un mostro dal fetore bestiale che produceva dei suoni non di questo mondo.

Il fornaio divenne furioso nell’ascoltare le insulsaggini della domestica, ma neppure lui poteva negare che ci fosse uno stranissimo odore nell’aria. Uno dei dipendenti, un tal Heinrich, si propose di andare a controllare. Prese una torcia, venne assicurato ad una corda tenuta dal fornaio e dall’altro dipendente, Hans, e si scese dentro al pozzo.

All’improvviso Heinrich lanciò un urlo agghiacciante. La torcia si spense nelle profondità del pozzo, perciò lo ritirarono subito in superficie.

Heinrich era incosciente. Sbottonarono la sua camicia e gli fecero prendere aria, e finalmente fu in grado di riprendersi. “Un mostro” farfugliò, “Disgustoso! La testa di un gallo…il corpo di un rospo…una coda lunga e squamosa…e in testa una corona di brillanti pietre rosse…e il suo corpo esala un miasma mortale.” E svenne nuovamente.

Misteri di Vienna Il Basilisco

Gli uomini discussero sul da farsi e decisero di mandare la domestica a chiamare il magistrato della città, Jacob von der Hulden. Dopo nemmeno un’ora il magistrato si trovava nella casa del fornaio, seguito da una scorta e una folla di passanti, accorsi dopo aver udito la strana nuova. Il fornaio, ancora scosso, riportò l’accaduto.

Il magistrato ascoltò attentamente il caso, ma non sapeva dire cosa il mostro fosse o di cosa si trattasse; improvvisamente un uomo tra la folla prese la parola. Egli era il dottor Pollitzer, un luminare dei fenomeni naturali. “Credo sia un basilisco.” Disse.

Tutti chiesero sconcertati cosa fosse un basilisco, e il dottore spiegò: “quando un gallo depone un uovo e questo è covato da un rospo, e la progenie viene allevata da un serpente, allora il risultato sarà tale mostro. Il suo fiato puzza di decomposizione e la sua vista è profondamente orripilante. Chi lo guarda direttamente è condannato a morire. Nessuna lancia, nessuna spada, nemmeno il fuoco possono ferire il basilisco.”

Nell’ascoltare queste parole la folla inorridì. Garhibl disperato al pensiero di avere un tale mostro in casa chiese se vi fosse un qualche modo per distruggere quella bestia. Il dottore spiegò che ve ne era uno e uno soltanto: confrontare il basilisco con uno specchio, la vista della sua stessa oscenità lo avrebbe fatto esplodere.

Vi fu un silenzio di tomba. Chi si sarebbe gettato in una tale impresa? Finchè Hans, l’altro dipendente, parlò, “fatemi provare,” e voltandosi verso il fornaio proseguì, “e se vi riuscirò dovrai permettermi di prendere in sposa tua figlia Anna.”

Garhibl era a conoscenza del fatto che i giovani fossero innamorati, ma non poteva accettare un semplice dipendente come genero. La situazione, però, lo obbligava ad accettare.

Subito fu portato uno specchio ed Hans fu legato a una corda. Anna mise della cera nelle orecchie del fidanzato, dopodiché questi si scese dove il ripugnante mostro lo attendeva, tenendo lo specchio dinnanzi a se come uno scudo.

Misteri di Vienna Il Basilisco

All’improvviso la gente udì un grido lacerante lanciato dal basilisco, e subito dopo una chiara esplosione.

“è morto!” affermò festante la voce di Hans. La gente, persa nel giubilo generale, ritirò su il ragazzo.

Il basilisco fu seppellito nello stesso pozzo, e il coraggioso Hans potette finalmente sposare Anna.

E tutti vissero felici e contenti….ah, no! Questa non è una delle tante favole per bambini, perché Heinrich, l’altro dipendente, morì quello stesso giorno. Però dai, in generale non andò così male!

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